Dopo un caso di malasanità in casa e la morte di Matteo (quasi un anno, di già), mi sono chiesto cosa sapessi fare per davvero. La risposta è stata “parlare”. Io chiacchiero. Chiacchiero per riprendermi indietro anni di vita trascorsi rimanendo solo nella mia testa e chiacchiero perché ho scoperto che le persone mi piacciono.
Mi sono chiesto anche quale fosse il mio mestiere, rispondendomi che il mio mestiere non è essere la fabbrica dei soldi per le major, il booking o il management. Il mio mestiere è quello di stare in giro, che è bello e anche brutto. Perché non sono ricco di famiglia e quindi questo mio mestiere, naturalmente, mi fa anche schifo.
Mi sono chiesto se potevo farcela e un po’ ce l’ho fatta, grazie a Gigi che non mi ha mollato mai neanche per un secondo. Sarà che è interista, sarà che gioca a tennis, sarà che è catanese.
Il viaggio non è finito, questo mio mestiere del chiacchierare lo porterò in giro anche questa estate, anche nella versione con Stefano.
Tutto il resto sono balle e trucchi da quattro soldi, come disse una volta Iosif Brodskij: “Il tuo vero lavoro è scrivere bene”.
Va bene.
